Legambiente Lombardia è partner affiliato del progetto LIFE CLIMAX PO cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea. Quest’ultimo mira a promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici attraverso una gestione “climaticamente intelligente” delle risorse idriche a scala di distretto idrografico, favorendo l’implementazione della SNAC (Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici). Per raggiungere questo obiettivo, i partner coinvolti si dedicano all’identificazione, valorizzazione e ottimizzazione delle migliori strategie di adattamento climatico volte a proteggere, conservare e ripristinare la risorsa idrica e gli ecosistemi correlati, come fiumi, falde acquifere e laghi. Inoltre, attraverso l’implementazione di azioni pilota, LIFE CLIMAX PO si impegna a fornire soluzioni facilmente replicabili per affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici. Il partenariato di progetto, coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po (AdBPo), abbraccia l’intero territorio del distretto, coinvolge tutti i livelli governance (nazionale, regionale, locale) e riunisce i protagonisti chiave nell’ambito della gestione idrologica, della tutela ambientale e della ricerca scientifica. Legambiente è tra i partner e ‒ in collaborazione con i comitati regionali di Emilia-Romagna Piemonte, Lombardia, Veneto ‒ svolge un ruolo chiave nel coinvolgimento delle parti interessate, a partire dai cittadini e dalle comunità locali.
Chi e quando
Il consorzio di progetto, coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po (AdBPo), presenta un periodo di svolgimento che va dal 01/02/2023 al 31/01/2032 e coinvolge un totale di 25 partner, di cui 4 associati. Abbraccia l’intero territorio del distretto, coinvolge tutti i livelli di governance (nazionale, regionale, locale) e riunisce i protagonisti chiave nell’ambito della gestione idrologica, della tutela ambientale e della ricerca scientifica.
–  Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po (AdBPo, coordinatore)
–  Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO) 
–  Agenzia Regionale per la Prevenzione, Ambiente ed Energia (ARPAE) dell’Emilia-Romagna
–  Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) del Piemonte
–  Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA) della Lombardia  
–  Università di Bologna 
–  Associazione Nazionale delle Bonifiche, delle Irrigazioni e dei Miglioramenti Fondiari (ANBI)
–  ANBI Emilia Romagna
–  ANBI Lombardia
–  ANBI Piemonte
–  ANBI Veneto
–  Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC)
–  Città Metropolitana di Bologna
–  Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste (ERSAF)
–  Legambiente Nazionale e i suoi comitati regionali di:
      – Piemonte e Valle d’Aosta
      – Lombardia
      – Emilia-Romagna
      – Veneto
–  Politecnico di Torino
–  Società Metropolitana Acque Torino (SMAT)
–  Regione Emilia-Romagna
–  Regione Piemonte
–  Regione Lombardia
–  SOGESCA
Perché e dove
Il cambiamento climatico rappresenta una grande sfida ambientale che richiede azioni urgenti e significative, soprattutto nell’Europa meridionale e nell’area mediterranea. L’Italia ha adottato la Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SNAC), che riconosce il Distretto del Bacino del fiume Po come un’area pilota per lo studio e la sperimentazione delle strategie di adattamento climatico, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle risorse idriche.
Il distretto del fiume Po si estende per circa 87.000 km2, comprendendo otto regioni (Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Marche e Veneto), la Provincia Autonoma di Trento e parte del territorio francese e svizzero. Quasi un terzo della popolazione italiana, circa 20 milioni, vive nel territorio del distretto. Nello stesso territorio viene prodotto oltre il 40% del Pil nazionale il 55% della produzione idroelettrica e sono presenti oltre 3 milioni di ettari di superficie agricola. Questa complessità si riflette anche in termini ambientali, infatti all’interno dell’intero bacino, sono presenti 684 siti di interesse comunitario (Natura 2000) e 420 aree naturali protette locali, regionali e nazionali. Questa vasta rete di conservazione testimonia l’importanza dell’ecosistema del fiume Po, che ospita una ricca varietà di specie e habitat di estremo valore.
In base ai modelli di previsione climatica globali e regionali è possibile osservare che il distretto del fiume Po si trova in una zona di transizione climatica tra il Mediterraneo e il Nord Europa, quindi caratterizzata da una maggiore incertezza sul clima futuro rispetto ad altre aree europee. Questa situazione rende il Distretto estremamente vulnerabile ai cambiamenti climatici, richiedendo un’azione tempestiva per mitigare gli impatti e adattarsi alle nuove condizioni climatiche.
Obiettivi e Azioni
MIGLIORARE LA GOVERNANCE DELL’ADATTAMENTO CLIMATICO
il progetto s’impegna a garantire una gestione efficace delle risorse idriche, affrontando il rischio climatico e assicurando un coordinamento politico, finanziario e tecnico adeguato.

 

PROMUOVERE PRODUZIONE CONDIVISA DI CONOSCENZA CLIMATICA
L’obiettivo è migliorare la comprensione del rischio climatico nel distretto e creare una piattaforma in cui le conoscenze e i servizi sul clima siano armonizzati e di qualità garantita.
 
COSTRUIRE CAPACITÀ E CONSAPEVOLEZZA
L’obiettivo è accelerare l’adattamento al clima attraverso l’informazione, la formazione, il capacity building e la sensibilizzazione del pubblico, dei decisori politici e degli esperti tecnici.
 
MIGLIORARE LA SICUREZZA IDRICA E LA RESILIENZA CLIMATICA
L’obiettivo è costruire una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici, migliorando la sicurezza dell’approvvigionamento idrico e adottando pratiche di gestione conservativa del suolo e dell’agricoltura.
 
ISTITUZIONALIZZARE L’ADATTAMENTO CLIMATICO NEL DISTRETTO DEL BACINO DEL FIUME PO
L’obiettivo è rendere l’adattamento climatico una parte permanente della governance del distretto idrografico, attraverso l’istituzione di una piattaforma di governance multilivello.
Risultati Attesi
– Mappatura e revisione degli strumenti di pianificazione e legislativi 
– Istituzione di una Stakeholder Board
– Realizzazione di un accordo di governance multilivello 
– Creazione di un osservatorio dedicato all’adattamento climatico 
– Sviluppo di una piattaforma di informazioni e conoscenze sul clima
– Creazione di un indice di rischio climatico a livello di sottobacino
– Implementazione di un programma di sviluppo delle capacità sugli aspetti tecnici e finanziari relativi all’adattamento
– Realizzazione di progetti dimostrativi di adattamento, mirati ad affrontare i rischi e gli impatti climatici previsti dalla SNAC 
– Creazione di una task force specializzata dedicata al coordinamento e alla mobilitazione di finanziamenti supplementari
– Formulazione di raccomandazioni politiche a livello dell’Unione Europea, nazionale e regionale
Di cosa si occupa Legambiente:
Legambiente Nazionale, in collaborazione con i comitati regionali di Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia e Veneto, svolge un ruolo chiave nella formazione, sensibilizzazione e coinvolgimento attivo di tutte le parti interessate, partendo dai cittadini e dalle comunità locali.  Per fare conoscere il progetto ai vari stakeholder, nonché per diffondere i risultati sono organizzate attività di disseminazione rivolte a tutti i soggetti interessati (comunità scientifica, organizzazioni ambientaliste, responsabili politici). 
Inoltre, per garantire la coerenza e la coesione dell’intera strategia di comunicazione, è essenziale che tutti i partner siano allineati e che ogni prodotto della comunicazione venga diffuso primariamente attraverso i canali ufficiali di progetto. A questo proposito, Legambiente svolge un ruolo di coordinamento e di supporto nei confronti degli altri partner, assicurandosi che le attività di comunicazione siano svolte in modo efficace e coerente, in linea con gli obiettivi e le strategie del progetto.
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