Ottobre caldo: un dato stagionale sempre più ricorrente

Posticipare l’accensione dei riscaldamenti non è austerità, ma buon senso per evitare sprechi

“Ottobrata”: è il termine sicuramente trending topic in questi giorni per definire l’ennesimo episodio di un semestre che, soprattutto nel Nord Italia, verrà ricordato per un clima caldo e secco con pochi precedenti. Ma a ben vedere, il caldo di questi giorni non è poi così anomalo: si tratta di una tendenza che dura da diversi anni, che a Milano viene fotografata dai dati di Fondazione OMD, Osservatorio Meteorologico Milano Duomo. Complice l’inarrestabile cambiamento climatico, il crollo termico autunnale si trascina sempre più in avanti, verso il mese di novembre, mentre ottobre, in una città come Milano, mantiene temperature medie generalmente al di sopra dei 15°C

TEMPERATURA MEDIA (°C) A MILANO, PERIODO 2013-2020

Ottobre 2a Decade Ottobre 3a DecadeNovembre 1a Decade
15.815.012.9
Dati climatici elaborati da OMD all’interno del Progetto ClimaMi (www.progettoclimami.it)

Purtroppo, però, le norme mutano più lentamente del clima: nella pianura lombarda l’avvio degli impianti termici di case e uffici è normalmente consentita dal 15 ottobre, e questo sebbene, con temperature medie all’aperto stabilmente al di sopra dei 15°C, non ci sia alcun bisogno di azionare le caldaie. C’è voluta la crisi del gas per ritardare di una settimana, al 22 ottobre, la data di accensione, un provvedimento presentato come austerità energetica, quando in realtà si tratta di una moderatissima misura di buon senso per evitare lo spreco di energia di uffici pubblici e scuole. In questo periodo, infatti, non è raro assistere a finestre spalancate per fare uscire l’inutile calore prodotto da termosifoni male o per nulla regolati, mentre nei condomini gli amministratori, per prevenire qualsiasi polemica, dispongono l’accensione degli impianti anche quando la stagione consente di stare in maniche corte all’aperto, come in questi giorni in cui è previsto che le temperature  possano arrivare addirittura a superare i 25°C di giorno, per restare intorno ai 15°C di notte, quindi con una media vicino ai 20°C.

Per questo, basandosi su dati forniti da fondazione OMD, Legambiente Lombardia quest’anno mette a disposizione uno strumento per orientarsi nella decisione sul momento giusto per dare il via alla stagione termica, rivolto ai cittadini e agli amministratori della regione milanese, al fine di scoraggiare sprechi e consumi evitabili: basandosi sulle previsioni relative alla temperatura media, il sito www.legambientelombardia.it e la pagina facebook dell’associazione ogni giorno aggiorneranno un ‘semaforo’ che indicherà quando è giunto il momento di azionare la caldaia.

“Il caro energia e la lotta alle emissioni climalteranti impongono scelte intelligenti nella gestione del calore degli edifici: per questo occorrerebbe fare un buon uso dei dati e delle informazioni che i modelli meteorologici mettono a disposizione, anche per la gestione degli impianti di climatizzazione – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Bene il decreto MITE che posticipa la data di accensione delle caldaie, ma meglio ancora sarebbe decidere sulla base non di un calendario, ma di una previsione meteorologica che eviti di azionare gli impianti quando non ce n’è alcun bisogno”.

Ovviamente la riduzione dei giorni di accensione è solo una delle misure necessarie ad evitare sprechi di energia ed emissioni inquinanti. Ricordiamo che il decreto MITE di ottobre stabilisce anche che le temperature degli edifici debbano essere impostate a 19°C, e che il ricorso alla climatizzazione, per la Lombardia di pianura e di collina, debba avvenire per non più di 13 ore al giorno. Per non rinunciare al benessere termico poi, una serie di comportamenti e di interventi devono essere gestiti all’interno di abitazioni e uffici: dalla scelta dell’abbigliamento alla riduzione delle perdite di calore e degli spifferi, molto può essere fatto non solo per alleggerire la bolletta energetica di famiglie e imprese, ma anche per il conto delle emissioni di gas serra.

“Riteniamo che ogni azione del singolo cittadino che possa favorire il  risparmio energetico e combattere, seppur nel proprio piccolo, la crisi climatica, debba essere apprezzata – dichiara Samantha Pilati, Responsabile dei Servizi Meteorologici di Fondazione OMD – Per questo motivo appoggiamo l’iniziativa di Legambiente, fornendo una previsione delle temperature medie giornaliere attese: uno tra i principali parametri su cui si basano le decisioni riguardanti l’accensione degli impianti di riscaldamento”.

Il ‘semaforo’ messo a punto da Legambiente con i dati di Fondazione OMD prevede tre colori. Con il rosso, le caldaie è bene che restino spente, anche se il provvedimento del Governo ne autorizza l’accensione. Il giallo indica una situazione da valutare caso per caso: nelle aree rurali o periferiche è probabile che le temperature siano più fredde di quelle della città, mentre le caratteristiche e l’esposizione di ogni singola abitazione e degli infissi modificano in modo significativo la prestazione termica dell’edificio, oltre ovviamente ai parametri soggettivi, legati anche a età e stato di salute delle persone che ci abitano, e a condizioni climatiche che possono accentuare la condizione di discomfort termico anche all’interno degli edifici (forte umidità, ventosità, grande escursione termica notte/giorno, ecc). Con il verde, corrispondente a temperature medie inferiori a 14°C, invece probabilmente è arrivato il momento di avviare la stagione termica, ovviamente con la raccomandazione di adottare tutti gli accorgimenti necessari a prevenire gli sprechi energetici, oltre che di rispettare i requisiti obbligatori (che da quest’anno impongono di impostare le termoregolazioni in modo da non superare i 19°C indoor).

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