Gli impianti a biogas non possono sottrarre terreni all'agricoltura, Legambiente incontra A2A per l'impianto previsto a Gorgonzola

Impianto biometano A2A nell’area Martesana: Legambiente chiede collaborazione tra enti territoriali e azienda per trovare località ottimali

ph: © European Union

Oggi si è svolto l’incontro tra A2A e Legambiente Lombardia con il coordinamento dei circoli Legambiente Adda-Martesana, relativamente al progetto di impianto per la produzione di biometano, previsto a Gorgonzola. Il biometano, importante prodotto dell’economia circolare, sarebbe prodotto a partire da liquami zootecnici e sottoprodotti alimentari delle aziende del territorio. L’incontro è servito a chiarire quali saranno le specifiche dell’impianto produttivo – che occuperà una superficie di ca. 30.000 mq, su cui saranno realizzate 7 unità di digestione anaerobica (le cosiddette ‘campane‘) per trattare circa 70.000 tonnellate annue di matrici organiche prodotte dalle aziende agricole e alimentari del circondario.

“Il sistema agricolo e alimentare della Lombardia richiedono impianti e tecnologie che, come avviene con la produzione di biometano, permettano di ridurre le emissioni inquinanti dell’agricoltura e riutilizzare in modo efficiente i nutrienti contenuti negli effluenti zootecnici, il cui spandimento è causa di inquinamento atmosferico e idrico,” hanno dichiarato Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia, e Giuseppe Moretti, coordinatore di Legambiente Adda-Martesana, uscendo dall’incontro. “Sicuramente l’impianto in oggetto risponde ai requisiti della transizione ecologica. Quello che auspichiamo è però che simili installazioni possano atterrare in aree che non determinino consumo di suolo agricolo: per questo è indispensabile che tra privati ed enti territoriali si attivino le più opportune sinergie, per individuare localizzazioni che consentano di sviluppare i cantieri della transizione ecologica senza per questo consumare territorio.”

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