Ecomafia 2024: al Nord la Lombardia è saldamente in testa per i reati ambientali

Il rapporto di Legambiente celebra 30 anni di impegno dalla sua prima pubblicazione

Legambiente: “Politica alzi la guardia nei confronti delle organizzazioni della criminalità ambientale ed economica”

L’incendio di un capannone nel lodigiano il 28 agosto del 2019 (ph: Repubblica / Vigili del Fuoco)

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“Dall’analisi dei dati contenuti nel Rapporto Ecomafia 2024 la Lombardia si conferma la prima regione del Nord Italia in quasi tutte le filiere della criminalità ambientale. L’elevato numero di ordinanze di custodia cautelare per delitti contro l’ambiente con quarantanove casi, prima regione d’Italia al pari della Campania,” dichiara Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente Lombardia – testimoniano la particolare gravità delle attività criminali e delle contestazioni che ne sono conseguite. Ma anche questo non è una novità: da molto tempo la nostra regione si inquadra con un ruolo da protagonista nei grandi traffici e nelle inchieste più grandi e articolate”.

E’ una situazione che secondo l’associazione ambientalista deve indurre i decisori politici ad alzare il livello di guardia nei confronti delle organizzazioni della criminalità economica, che come dimostrano le inchieste delle direzioni distrettuali antimafia, è sempre più spesso appannaggio delle mafie radicate nel territorio lombardo.

In Lombardia 40.451 controlli (sono esclusi i controlli della Guardia di Finanza), 1.974 reati ambientali (il 5,6% sul totale dei reati), 1.907 persone denunciate, 49 arresti, 554 sequestri, 2.876 illeciti amministrativi, 5.662 sanzioni amministrative.

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