Ecosistema Scuola 2025 di Legambiente, la situazione in Lombardia

Anche nella nostra regione emerge una scarsa coerenza negli interventi di manutenzione, che spesso si traduce in un mancato uso della capacità di spesa

Mobilità ed efficientamento energetico mostrano criticità in ambiti cruciali per la transizione energetica

Legambiente: “Nonostante le difficoltà le scuole sono il primo presidio sociale e ambientale che incontrano le bambine e i bambini lombardi. Occorre migliorare le strutture scolastiche per formare alla bellezza i cittadini del futuro.”

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Presentata oggi la venticinquesima edizione di Ecosistema Scuola, il dossier annuale di Legambiente sulle performance ambientali degli istituti scolastici. Riflettori puntati in particolare sullo stato dell’edilizia, efficienza energetica e mobilità. Tanti altri i dati contenuti nel report – dalla qualità delle mense scolastiche alla dieta, dagli investimenti in programmi per l’infanzia all’apertura delle palestre, che risultato dell’elaborazione dei questionari compilati direttamente dagli uffici dei comuni capoluogo.

Per la Lombardia spicca l’incompletezza dei dati dei comuni di Pavia, Lodi e Como, e l’assenza di risposta da parte di Sondrio. Pesa sulla media generale lombarda il dato di Milano, con 432 scuole, e di Brescia seconda con 94, i comuni con più edifici scolastici della Lombardia.

“Ecosistema Urbano è uno strumento importante per fare il punto sulla qualità dell’edilizia scolastica nelle maggiori città lombarde,” dichiara Elena Ferrario, Vicepresidente di Legambiente Lombardia,” per seguirne le evoluzioni e chiedere maggiore considerazione per i luoghi che ospitano le giovani generazioni. Studiare, giocare, socializzare, in edifici fatiscenti non aiuta il percorso di formazione alla persona, partendo dalla fiducia verso il mondo degli adulti che potrebbe cambiare lo stato delle cose ma spesso non lo fa, o non riesce.”

La necessità di manutenzione degli edifici lombardi infatti, è sopra la media nazionale, 41,7% rispetto al 37,1% italiano, e questo nonostante la percentuale di spesa sia sopra la media nazionale con il 55,7% degli edifici ne hanno goduto negli ultimi 5 anni rispetto al 49,9% del dato italiano. La discrepanza tra i due dati mette in luce come spesso la manutenzione avvenga in modo puntuale, magari per singoli piani anziché sull’intero stabile.

La spesa media per la manutenzione straordinaria è infatti doppia rispetto al dato nazionale con € 58.900 per edificio contro € 29.000 (dato italiano) e tripla quella stanziata con una media di € 119.270 media per edificio contro € 39.648 nazionale. La differenza tra cifre stanziate e cifre spese, cioè la capacità di spesa, dipende in genere da due fattori: i comuni lombardi interpellati non riescono a spendere l’intero importo entro l’anno e quindi il dato dipende anche dai tempi di realizzazione dell’intervento; oppure, per la mancanza di personale per avviare i procedimenti di spesa.

Milano è tra i cinque comuni italiani con massima capacità di spesa per la manutenzione straordinaria con una media di € 72.000 / edificio; mentre Mantova è la prima per la spesa ordinaria con € 38.462 / edificio, con Milano quinta a livello nazionale con più di € 20.000 / edificio.

Sull’efficientamento energetico, settore cruciale della transizione ecologica, pensando anche all’influenza che potrebbe avere sulla consapevolezza della comunità scolastica nel suo insieme, la Lombardia fa quindi segnare un valore minore del dato nazionale: il 20,8% degli edifici contro il 27,4%. Un dato questo che risente della mancanza di comunicazione del dato da parte del Comune di Milano. Per quanto riguarda gli altri capoluoghi, Varese è tra i primi 5 comuni in Italia che si distinguono per interventi di efficientamento energetico, mentre a Brescia 73 edifici su 94 risultano in classe A.

Milano ha influito anche sulla percentuale di edifici scolastici in possesso del collaudo statico: in Lombardia si attesta al 25,4% delle scuole, metà del dato nazionale, visto che solo 9 scuole milanesi sulle 432 nel capoluogo, sembrano averlo.

Per quanto riguarda l’amianto invece, i monitoraggi sono stati effettuati in 5 città Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova, Varese e sono stati rilevati 5 edifici con amianto, 3 a Cremona e 2 a Varese. Sulla verifica della vulnerabilità sismica, solo Brescia è in zona sismica 2 e ha certificato il 100% degli edifici, mente le altre città sono in zone sismiche che non richiedono certificazione obbligatoria.

La mobilità scolastica vede un generale arretramento del servizio di scuolabus sia a livello nazionale sia regionale lombardo. Un servizio essenziale per il diritto allo studio che arretrando accentua le disuguaglianze oltre a aumentare le emissioni inquinanti e climalteranti delle auto private davanti alle scuole. In Lombardia è disponibile solo nel 7,4% dei casi, contro il 18,8% nazionale. Dichiarano esplicitamente di non usufruirne Como, Cremona e Varese.

Buono invece il dato sulle strade scolastiche, presenti nel 23,4% delle scuole contro il 7,3% nazionale, oltre a Milano, sono state realizzate soprattutto a Bergamo, Brescia e Varese. In Lombardia buono anche il dato delle scuole in Zona 30 con il 61,7% contro 26,1% della media nazionale.

“La fotografia lombarda scattata da Ecosistema Scuola mostra uno scenario poco coerente della sostenibilità degli edifici scolastici e dei servizi ad esso correlati,” commenta Caterina Benvenuto, responsabile scuola e formazione di Legambiente Lombardia. “L’età scolare sarebbe invece lo spazio privilegiato per trasmettere anche in famiglia i valori e i contenuti della transizione ecologica. Serve più coordinamento e una visione integrata per un modello di scuola più sostenibile. Non intervenendo in modo organico sulle sedi scolastiche rischiamo di perdere un importante alleato per il cambiamento.”

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