Essere Animali, Legambiente Lombardia e Terra!: “Sulla zootecnia pesano decenni di assenza di politiche per la sostenibilità. Le vie legali contro un comune non sono la risposta giusta, si apra piuttosto un tavolo interistituzionale sull’agroalimentare lombardo, noi ci saremo.”

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Nella pianura lombarda gli allevamenti sono da tempo un peso ambientale insostenibile: i numeri dei capi allevati sono sproporzionati in rapporto a quelli del resto d’Italia, ma anche rispetto alla gran parte delle regioni europee concorrenti. Numeri che eccedono la capacità di carico del territorio diventano un fattore di pressione ambientale, causando inquinamento di acque, aria e suolo, oltre a rischi sanitari per la propagazione di malattie.
Se fino a qualche decennio fa tutto ciò si giustificava come ‘male necessario’ a fronte di risultati economici che garantivano il mantenimento di un gran numero di imprese agricole a conduzione familiare, quindi il presidio del territorio rurale, oggi anche questo elemento sta venendo meno: in Lombardia infatti le aziende agricole di allevamento stanno scomparendo ad un ritmo impressionante e i capi allevati, sempre più numerosi e produttivi, si concentrano in un numero sempre più piccolo di mega-allevamenti da migliaia di capi, gestiti secondo i metodi dell’agricoltura industriale, dove i robot prendono il posto dei lavoratori e l’importazione di grandi quantitativi di mangimi esteri il posto delle coltivazioni di foraggi: scompaiono la società e il paesaggio rurale: a vincere è solo il business agroalimentare.
È da questo scenario che il Comune di Gonzaga, nell’Oltrepò Mantovano, ha provato a dire basta ai processi di concentrazione propri dei grandi allevamenti, stilando un regolamento locale che stabilisce limiti al loro insediamento. Una scelta dettata dalla volontà di proteggere un’identità agricola che vuole proporsi per la qualità – e non per la quantità – della propria produzione. L’Oltrepò è, infatti, terra di prodotti che cercano ancora di difendere le proprie radici nel territorio, al contrario di quanto avvenuto con prodotti industriali sempre più standardizzati. Contro questo regolamento ha fatto ricorso l’assessore regionale all’agricoltura, il mantovano Alessandro Beduschi, vivendo forse l’iniziativa gonzaghese come un affronto nel suo stesso collegio elettorale.
“Quello del Comune di Gonzaga è un regolamento di buon senso che tutela non solo l’ambiente, ma prima di tutto la cittadinanza e le produzioni locali, schiacciate dall’industria zootecnica,” replicano le associazioni Essere Animali, Legambiente Lombardia e Terra!. “Il ricorso di Regione Lombardia contro un’amministrazione locale che ha deciso di limitare la concentrazione dei carichi zootecnici diventa una prova di forza istituzionale contro un modello da promuovere: il comune di Gonzaga cerca di fare quello che la Regione non fa da decenni: gestire il rapporto tra territorio e allevamenti. Avviare contenziosi con gli enti locali non è la risposta giusta di fronte alle crescenti pressioni ambientali; sarebbe invece urgente aprire un tavolo regionale sulla sostenibilità dell’agroalimentare lombardo, con la partecipazione di enti locali, società civile e associazioni, per affrontare nel merito le criticità della zootecnia intensiva. Essere Animali, Legambiente Lombardia e Terra! sono pronte a partecipare.”.
La situazione di Gonzaga
Nel comune di Gonzaga — un centro di circa 8.500 abitanti — gli allevamenti zootecnici ospitano oggi quasi 60.000 tra bovini e suini, ovvero oltre sette animali allevati per ogni residente, per un carico zootecnico di circa 1.200 capi per km².
A questo livello di presenza animale sul territorio sono associati fattori di pressione ambientale crescente su aria, acqua e suolo, collegati all’eccessiva concentrazione di nutrienti azotati e fosfati, derivanti dalla gestione dei liquami di allevamento.
Con l’obiettivo di disciplinare la crescita degli allevamenti intensivi, l’amministrazione comunale di Gonzaga si è dotata di un regolamento che sospende tutte le autorizzazioni per nuovi allevamenti intensivi e limita gli ampliamenti di quelli esistenti, consentendo quelli finalizzati al miglioramento del benessere animale.
Contatto stampa Terra!: Maria Panariello +39 347 464 1661
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