Ecosistema Urbano 2025: i dati lombardi del dossier che analizza la prestazione delle città in sei componenti ambientali: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia.

Mantova seconda assoluta in Italia, terza Bergamo, le due città risalgono la classifica nazionale rispettivamente di cinque e tredici posizioni rispetto allo scorso anno, Monza ultima delle lombarde al 64° posto

Pavia, Monza e Milano ai primi tre posti nazionali per la poca dispersione nella rete idrica

Milano in testa tra le grandi città per l’offerta di trasporto pubblico locale

Legambiente Lombardia: “Rigenerazione urbana vuol dire miglioramento dei parametri ambientali, non soltanto sviluppo edilizio. Le città hanno bisogno di una nuova normativa nazionale che tenga conto di tutti gli aspetti di interesse pubblico, ma le amministrazioni locali possono già fare la loro parte.”

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Il report annuale di Legambiente sull’ambiente urbano, giunto alla sua trentaduesima edizione, mette ancora una volta in primo piano la necessità di una logica integrata per affrontare gli effetti della crisi climatica in ambiente urbano, con strategie di lungo periodo. 

Con Ecosistema Urbano Legambiente lancia un appello al Governo Meloni, chiedendo di approvare al più presto una legge nazionale per una vera rigenerazione urbana, potente deterrente anche per il consumo di nuovo suolo agricolo. Il Paese ha bisogno di città sostenibili, resilienti, efficienti, a zero emissioni, capaci di mettere davvero al centro la rigenerazione urbana anche per contrastare la crisi climatica in termini di adattamento e mitigazione.

“Rigenerazione urbana vuol dire miglioramento dei parametri ambientali, non solo sviluppo edilizio, commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Le città hanno bisogno di una nuova normativa nazionale che tenga conto di tutti gli aspetti di interesse pubblico, ma le amministrazioni locali possono già fare la loro parte. Ecosistema Urbano premia le realtà lombarde, ma mette anche in luce sempre le stesse carenze, è il momento di agire per il futuro, non di conservare il presente.”

Il report, costruito su parametri che determinano la classifica delle performance ambientali, è basato su dati di fonte comunale relativi in modo prevalente all’anno 2024, prevedendo l’assegnazione di un punteggio massimo teorico di 100 punti, costruito caso per caso sulla base di obiettivi di sostenibilità. 

Ta le diverse possibili strategie per azzerare le criticità il report indica anche i Climate City Contract, strumenti operativi che sanciscono un patto formale e politico tra le città, gli stakeholder locali e le istituzioni europee per accelerare la transizione ecologica su scala urbana (a p. 37 del report, Bergamo e Milano tra le lombarde).

Importante anche lavorare sulla qualità dell’aria, dove nessuna delle città italiane riesce a stare dentro i parametri stabiliti dalla OMS sulla salute umana, meno che mai le lombarde, attanagliate dagli stessi problemi di sempre, che non vedono soluzione.

Mantova e Bergamo

Seconda assoluta dopo Trento è Mantova, città lombarda che nel recente passato ha più volte occupato le primissime posizioni nella classifica del report di Legambiente. Settima lo scorso anno, ma ancora seconda nell’edizione 2023 di Ecosistema Urbano, la città del Mantegna si riporta in alto confermando buoni dati in alcuni degli indici più significativi del nostro studio come, ad esempio, nel calo nei consumi idrici dove il capoluogo lombardo scende dai 223 litri pro-capite giornalieri, tra i peggiori lo scorso anno, agli attuali 130, confermandosi al tempo stesso una delle città con le più basse percentuali di perdite della rete idrica: 16,3% (lo scorso anno si fermava però al 15,6%). Sempre tra le migliori città per quel che riguarda la percentuale di rifiuti raccolti in modo differenziato e avviati a recupero che quest’anno si conferma all’84% di raccolta differenziata, come lo scorso anno.

Mantova fa registrare un dato molto positivo anche nella superficie di suolo destinato ai pedoni, che cresce dai 27,3 mq/100 abitanti della passata edizione ai 90,1 di quest’anno. un dato che, messo assieme ai già ottimi numeri relativi alle zone a traffico limitato, dove la città del Mantegna è seconda assoluta, e a quelli dello spazio dedicato alle infrastrutture per la ciclabilità (sesta assoluta con 28,37 m_eq./100 abitanti), disegna un ottimo quadro nella programmazione dell’utilizzo dello spazio pubblico urbano.

Si confermano buoni anche i numeri degli alberi piantati in area pubblica ogni 100 abitanti: 94, che le valgono il quarto posto assoluto in questo indice (erano 95 nella passata edizione). Anche a Mantova però emergono, ben visibili tra le buone performance, alcune ombre. È il caso, ad esempio, della pessima qualità dell’aria dove, pur migliorando, non riesce a uscire dall’emergenza che avvolge però una intera area geografica ben definita: la pianura padana. Oppure l’elevata produzione dei rifiuti dove peggiora il già non esaltante dato della scorsa edizione, passando da 526 kg procapite annui agli attuali 541; oppure dei numeri legati ai passeggeri trasportati dal servizio di tpl dove Mantova passa dai 65 passeggeri annualmente trasportati nella passata edizione del rapporto ai 53 di quest’anno. 

Terza assoluta è un’altra lombarda: Bergamo. Sedicesima lo scorso anno, diciassettesima due anni fa, era addirittura al 55° posto tre edizioni fa. Una scalata fatta migliorando poco ma con costanza in alcuni dei settori chiave del report. Prende quest’anno tre bonus che valgono per la città lombarda un +6% e si giova, al pari di altre città, del fatto che non c’è più l’indice dell’incidentalità stradale nel quale non era piazzata molto bene. Bergamo, come Mantova, non gode di un’aria ottimale seppur in leggero miglioramento rispetto al recente passato, eccezion fatta per l’Ozono che resta fermo ai non esaltanti valori della passata edizione e gli 84 giorni di superamento dei limiti valgono per Bergamo l’ultimo posto assoluto in questo indice. Si conferma invece ancora in crescita la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti che si attesta quest’anno al 77,2% (era 76,7% nella scorsa edizione).

Crescono seppur di poco i numeri legati alle infrastrutture dedicate alla ciclabilità che si fermano a 18,31 metri equivalenti ogni 100 abitanti (erano 18,28 nella passata edizione), così come di poco aumentano gli alberi piantati su suolo pubblico; restano poi stabili e abbastanza buoni i numeri legati alle ztl ed energie rinnovabili, diminuiscono di poco le auto circolanti (dalle 63 ogni 100 abitanti alle attuali 62) che significano per Bergamo il 19° posto in questo indice. Migliora l’indice relativo al consumo di suolo che sale da 7 su 10 lo scorso anno a 8 su 10 in questa edizione del report. Anche in questo caso però ci sono note dolenti che, oltre alla qualità dell’aria e nel particolare ai numeri relativi all’Ozono, già citati, vedono la conferma di alti consumi idrici: 171 litri procapite al giorno (come lo scorso anno). Cresce poi ancora la produzione di rifiuti procapite che dai già alti 481 chili all’anno di spazzatura prodotta sale quest’anno a 492.

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