“Difficile difendere investimenti come quelli messi in campo nella ciclabilità o nel trasporto collettivo di fronte a un’ulteriore deroga come questa.”

“Non vediamo l’opportunità di una seconda, ulteriore deroga alle limitazioni di veicoli inquinanti come i ciclomotori e i motocicli endotermici proprio in Area B e C, dove ci vorrebbe più innovazione,” commenta Federico Del Prete, responsabile mobilità e spazio pubblico di Legambiente Lombardia dopo la decisione di poco fa arrivata da Palazzo Marino di rimandare tutto al 1° ottobre del 2027, quando ciò sarebbe dovuto avvenire nel 2025.
“Questo tipo di veicoli arriva circolando da tutta la città metropolitana, non solo da Milano, e contribuisce non solo a una mediocre qualità dell’aria ma anche a una quota di rumore e di occupazione di suolo pubblico ormai difficilmente motivabili. Non è possibile pensare di difendere investimenti come quelli messi in campo nella ciclabilità o nel trasporto collettivo se si continua a incoraggiare l’uso dei ciclomotori e dei motoveicoli alimentati a combustibili fossili, ormai ben oltre le duecentomila unità circolanti. Questa seconda deroga alle limitazioni previste per i motoveicoli e ciclomotori a due tempi Euro 2 e 3, a gasolio Euro 2 e 3 e a benzina a quattro tempi Euro 0, 1 e 2 non è solo un ulteriore ritardo nel raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano Aria e Clima e dal Climate City Contract, ma rischia di non fidelizzare la cittadinanza alla mobilità sostenibile.”






