Presentata in Regione la legge sulle aree idonee, la Lombardia rallenta sulle rinnovabili

Obiettivo: + 10 GW di fotovoltaico al 2030. Ridimensionata la sfida lanciata un anno fa dalla stessa Regione.

Legambiente Lombardia. “È il momento più sbagliato per ridurre l’impegno verso la transizione energetica.”

Un impianto fotovoltaico a terra (ph.: Foto di Vitaliy Bratkov: https://www.pexels.com/it-it/foto/33813856/)

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Presentati oggi dagli assessori regionali Maione (Ambiente), Sertori (Energia) e Beduschi (Agricoltura) i contenuti della legge regionale sulle aree idonee per l’installazione di impianti fotovoltaici. Di fronte al prezzo delle fonti fossili in incontrollabile crescita, la Lombardia sceglie di ridurre le proprie ambizioni sulla generazione da fonti rinnovabili: rispetto alla previsione di 12 GW di nuovo installato fotovoltaico prevista dal primo disegno di legge sulle aree idonee (ritirato nel maggio 2025 a causa di un ricorso contro il decreto nazionale da parte dei produttori rinnovabili), l’asticella dell’obiettivo lombardo al 2030 viene abbassata a 10 GW

Resta un obiettivo più alto di quello definito dal governo (+8.7 GW) ma appare quanto meno improvvida la scelta di togliere il piede dall’acceleratore della transizione energetica, proprio nel momento peggiore per gli approvvigionamenti da fonti fossili, mentre le nuvole nere del petrolio che brucia a Tehran proiettano un’ombra spaventosa sulla regione mediorientale e sui costi globali dell’energia. 

La motivazione della scelta della  Giunta regionale viene imputata alla necessità di limitare il consumo di suolo agricolo. Una motivazione che fa sorridere, in una regione che è rimasta impotente a guardare la proliferazione di poli logistici e di data center che hanno distrutto migliaia di ettari di suolo agricolo. Gli impianti fotovoltaici, anche quelli ancorati a terra, sono strutture rimovibili che, realizzate e gestite con criterio, a fine uso possono essere rimosse per restituire il suolo all’uso agricolo, e fintanto che sono in operazione possono essere una fonte di reddito integrativo per le aziende agricole. Lo stesso non può accadere con logistiche e data center.

“Alla luce degli scenari di guerra e di instabilità dei prezzi petroliferi, in questo momento dovremmo raddoppiare gli sforzi per rendere la Lombardia meno dipendente dalle fonti fossili, altro che ritoccare al ribasso,” dichiara  Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Condividiamo l’esigenza di tutelare il suolo, ma questo si deve fare stabilendo requisiti obbligatori per le installazioni di impianti per le rinnovabili, non limitandone lo sviluppo.”

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