Legambiente Lombardia e ISDE alle ATS: trattamenti adulticidi arbitrari sono fonte di gravi rischi sanitari e ambientali

Continue segnalazioni su eccessive irrorazioni: occorre attenersi ai protocolli ufficiali

Legambiente e ISDE: “Giusto contrastare le infestazioni, ricorrendo però ai trattamenti adulticidi in maniera circoscritta e unicamente in caso di emergenza sanitaria ”

Leggi la lettera di Legambiente e ISDE inviata a ATS Milano

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In una lettera congiunta rivolta alla direzione della ATS Milano, Legambiente Lombardia e ISDE – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente chiedono che si faccia chiarezza sui trattamenti antizanzare e sui rischi connessi. Nella lettera, le associazioni riportano che già ora, a stagione nemmeno iniziata, giungano dalla cittadinanza continue segnalazioni sul fatto che nelle aree aperte condominiali (ma anche nelle aree verdi dei comuni) si faccia ricorso con eccessiva leggerezza all’aspersione di insetticidi, con calendari che arrivano a prevedere fino a dieci trattamenti nell’arco della stagione, laddove invece i trattamenti insetticidi dovrebbero costituire l’eccezione, e non la norma, da attivare solo in circostanze di rischio di diffusione di patologie trasmesse dalla puntura degli insetti, o in caso di gravi infestazioni.

“In ambito urbano le aree a verde private mediamente rappresentano il 70-80% del totale,” si legge nella lettera delle Associazioni, “ed è immaginabile che una grande quantità di insetticidi, molti dei quali notoriamente interferenti endocrini, venga immessa nell’ambiente in aree fortemente antropizzate, già caratterizzate dalla presenza di altri inquinanti, con la cui interazione gli effetti possono essere moltiplicati, e dove l’esposizione coinvolge soggetti particolarmente sensibili agli effetti tossici, come i bambini e le donne in stato di gravidanza.”

I trattamenti adulticidi, che richiedono dispersione nell’ambiente di grandi quantità di insetticida, secondo i protocolli ufficiali adottati dalla stessa ATS Milano sono giustificati, ma solo se circoscritti, e se decisi nell’ambito di un’emergenza sanitaria o in presenza di infestazioni di elevata densità con associati rischi sanitari.

“I trattamenti adulticidi di routine creano più problemi che soluzioni,” spiegano le Associazioni. “Le sostanze impiegate presentano tossicità per esseri umani e animali, con efficacia circoscritta a poche ore dopo il trattamento. Per di più, il loro impiego può alla lunga favorire popolazioni di zanzare resistenti ai trattamenti. L’alternativa sono le profilassi larvicide, soprattutto se in sinergia con le buone norme di prevenzione basate sull’igiene ambientale, in particolare evitando le raccolte d’acqua associate alla presenza di rifiuti e contenitori negli spazi aperti, in cui le larve di zanzara hanno modo di svilupparsi e proliferare. È urgente che da parte di ATS Milano vengano diffuse indicazioni e direttive che vietino le irrorazioni primaverili, e ne vincolino l’impiego alle situazioni di effettiva necessità, previa notifica alle autorità sanitarie competenti, per limitare i danni all’ambiente e alle persone.”cato stampa

In una lettera congiunta rivolta alla direzione della ATS Milano, Legambiente Lombardia e ISDE – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente chiedono che si faccia chiarezza sui trattamenti antizanzare e sui rischi connessi. Nella lettera, le associazioni riportano che già ora, a stagione nemmeno iniziata, giungano dalla cittadinanza continue segnalazioni sul fatto che nelle aree aperte condominiali (ma anche nelle aree verdi dei comuni) si faccia ricorso con eccessiva leggerezza all’aspersione di insetticidi, con calendari che arrivano a prevedere fino a dieci trattamenti nell’arco della stagione, laddove invece i trattamenti insetticidi dovrebbero costituire l’eccezione, e non la norma, da attivare solo in circostanze di rischio di diffusione di patologie trasmesse dalla puntura degli insetti, o in caso di gravi infestazioni.

“In ambito urbano le aree a verde private mediamente rappresentano il 70-80% del totale,” si legge nella lettera delle Associazioni, “ed è immaginabile che una grande quantità di insetticidi, molti dei quali notoriamente interferenti endocrini, venga immessa nell’ambiente in aree fortemente antropizzate, già caratterizzate dalla presenza di altri inquinanti, con la cui interazione gli effetti possono essere moltiplicati, e dove l’esposizione coinvolge soggetti particolarmente sensibili agli effetti tossici, come i bambini e le donne in stato di gravidanza.”

I trattamenti adulticidi, che richiedono dispersione nell’ambiente di grandi quantità di insetticida, secondo i protocolli ufficiali adottati dalla stessa ATS Milano sono giustificati, ma solo se circoscritti, e se decisi nell’ambito di un’emergenza sanitaria o in presenza di infestazioni di elevata densità con associati rischi sanitari.

“I trattamenti adulticidi di routine creano più problemi che soluzioni,” spiegano le Associazioni. “Le sostanze impiegate presentano tossicità per esseri umani e animali, con efficacia circoscritta a poche ore dopo il trattamento. Per di più, il loro impiego può alla lunga favorire popolazioni di zanzare resistenti ai trattamenti. L’alternativa sono le profilassi larvicide, soprattutto se in sinergia con le buone norme di prevenzione basate sull’igiene ambientale, in particolare evitando le raccolte d’acqua associate alla presenza di rifiuti e contenitori negli spazi aperti, in cui le larve di zanzara hanno modo di svilupparsi e proliferare. È urgente che da parte di ATS Milano vengano diffuse indicazioni e direttive che vietino le irrorazioni primaverili, e ne vincolino l’impiego alle situazioni di effettiva necessità, previa notifica alle autorità sanitarie competenti, per limitare i danni all’ambiente e alle persone.”

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