Gli investimenti delle stazioni sciistiche si sciolgono come neve al sole: oltre un terzo di innevamento in meno sulle località alpine negli ultimi decenni, secondo le analisi di EURAC Research

Temperature sopra lo zero fino oltre 3000 m di altitudine, come a giugno. Scompaiono le poche scorte nevose e la neve tecnica ‘sparata’ sulle piste da sci.

“È ora di dire basta all’accanimento terapeutico per un turismo invernale nonostante tutto ancora legato allo sci da discesa, le vere opportunità della montagna stanno nelle sue risorse di natura e paesaggio”

Gli effetti di della temperatura di +8°C a 1.950 m slm sugli impianti sciistici di Piani di Bobbio (LC), alle 13:00 del 17 dicembre 2024 e com’era alle 13:00 del 9 dicembre 2024 con -3°C (ph. © Panomax GmBH)

Scarica questo comunicato stampa

Mentre ancora si discute di nuovi grandi investimenti per realizzare collegamenti sciistici in quota, chi detta legge è ancora una volta il meteo, che sta regalando alle nostre montagne un caldo decisamente fuori stagione.

Se in Pianura Padana l’inversione termica mantiene le temperature su valori invernali, il termometro viaggia su valori molto più elevati a quote insospettabili: in questi giorni lo zero termico si spinge fino ad oltre 3000 metri, un valore altimetrico che solitamente si riscontra a giugno, durante le ultime settimane di disgelo. Un dato che si inserisce in un trend ormai chiaro di riscaldamento climatico

“Le nostre più recenti analisi mostrano nell’ultimo secolo un andamento della neve fresca sulle Alpi fortemente negativo. La riduzione complessiva è di circa il 34% e interessa particolarmente le località a media e bassa quota, sotto i 2.000 metri, e il versante meridionale delle Alpi. Si tratta generalmente delle località con destinazioni turistiche invernali più piccole e maggiormente vulnerabili al Cambiamento Climatico,” afferma Andrea Omizzolo di EURAC Research, ente capofila del progetto BeyondSnow – Oltre la Neve, al quale anche Legambiente Lombardia collabora. “Per tali destinazioni oggi è una necessità confrontarsi con la realtà. Alcune scelte, come l’estensione dell’innevamento tecnico per compensare nel breve periodo la mancanza della neve fresca o il rinnovamento di alcuni impianti di risalita, seppur tecnicamente fattibili hanno un costo, sia economico sia sociale ed ambientale. Sta alle comunità locali valutare attentamente le implicazioni di tali scelte, e soprattutto elaborare una visione del proprio futuro, in modo da avere una chiara e sostenibile strategia di sviluppo.”

Il disgelo anticipato non fa sconti alla gran parte delle piste da sci della Lombardia. Facendo sciogliere non solo la neve al sole, ma anche i milioni di euro che sono serviti per produrla. Quest’anno la neve naturale è ben poca, praticamente nulla almeno fino alla quota di 2000 m.

Parliamo di spese importanti, che i gestori degli impianti hanno dovuto intraprendere per arrivare preparati al periodo delle vacanze natalizie, nel corso delle quali si arriva a fatturare il 40% di tutti i ricavi della stagione invernale: innevare un chilometro di pista arriva a costare 50.000 euro a stagione, da moltiplicare per i quasi 700 km di piste presenti sulla montagna lombarda. Se la neve che dovrebbe arrivare giovedì non sarà più abbondante del previsto, si rischia un ponte natalizio molto avaro quanto a superfici sciabili.

“Anche in Lombardia occorre ripensare complessivamente gli investimenti per il turismo montano: non si tratta di appendere gli sci al chiodo, ma di sviluppare un’offerta di turismo e di esperienze alternativa,” dichiara Lorenzo Baio, responsabile per Legambiente del progetto Beyond Snow. “In ogni caso, bisogna mettere definitivamente da parte nuovi investimenti su tracciati di bassa quota, come quelli previsti per ripristinare gli impianti del Monte San Primo, poco sopra i 1000 m, dove in questi giorni si misurano temperature prossime ai 15°C.”

“L’alternativa alla monocoltura dello sci è nella valorizzazione degli ambienti naturali, come nelle valli del Parco delle Orobie Bergamasche, dove da mesi siamo impegnati, con tante realtà del territorio, a contrastare il progetto di collegamento sciistico progettato tra Colere, in val di Scalve, e Lizzola, in Val Seriana,” spiega Elena Ferrario, vicepresidente di Legambiente Lombardia. “Di sicuro i valori naturalistici di questi territori valgono di più, anche in termini di attrattiva turistica, rispetto agli sbancamenti e alle attrezzature richieste per collocare infrastrutturare su versanti sui quali l’innevamento naturale non potrà più essere garantito.”

Condividi:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
Post correlati

Potrebbe interessarti

Comunicati Stampa

Fermiamo il genocidio in Palestina 

leggi il comunicato di Rete Pace e Disarmo Legambiente Lombardia ribadisce la propria posizione  sui massacri in Palestina e nella Striscia di Gaza: crediamo nella democrazia e nei diritti umani, crediamo debbano essere garantiti ad ogni donna ed ogni uomo e crediamo che il diritto alla vita, all’autodeterminazione e alla terra valga per tutti i popoli, nessuno escluso. Sosteniamo la Global Sumud Flotilla, la più grande missione marittima volta a

Read More »
Blog

Ciao Veronica, ci vediamo in bici

Di Federico Del Prete* Ho cercato invano una foto di Veronica, sicuro di averne una: ci conosciamo da tanto tempo. Ad ogni mobilitazione Veronica c’era sempre, seguiva con grande attenzione e disponibilità, sempre pronta a dare consigli e a condividere le sue competenze. Non ho però trovato nulla, per aggiungere un’immagine a questo ricordo che non avrei mai voluto scrivere. Veronica Gaiani era avanti, sia come progettista sia come dirigente.

Read More »
Comunicati Stampa

Carovana dei Ghiacciai in Lombardia, la sintesi della tappa conclusa oggi tra incontri, pulizia dei sentieri in quota, monitoraggi ed eventi culturali

Dal ghiacciaio del Ventina in Valmalenco un grido di allarme per una montagna sempre più fragile e bisognosa di attenzione per gli effetti della crisi climatica Legambiente: “In Valtellina serve una strategia sul clima per reagire agli evidenti cambiamenti del territorio d’alta e bassa quota dovuti al cambiamento climatico” Scarica il comunicato stampa di Carovana dei Ghiacciai sulla tappa lombarda Scarica il comunicato stampa di Carovana dei Ghiacciai sul clean-up

Read More »
Comunicati Stampa

Ieri l’anteprima di Carovana dei Ghiacciai 2025 di Legambiente 

Flash mob sull’Adamello che ospita il ghiacciaio più grande delle Alpi italiane: nel 2024 questo “gigante bianco” ha registrato un arretramento della fronte di –127m Al grido “Il tempo di agire è ora”, Legambiente insieme ai promotori del Manifesto europeo dei ghiacciai e ai rappresentanti di ONG ed enti di ricerca di diversi Paesi UE ha srotolato uno striscione di 4 metri x 4 e formato una catena umana circolare

Read More »
Legambiente Lombardia Onlus
Sede legale e operativa
via A. Bono Cairoli, 22 – 20127 Milano
Tel: 02 87386480 – Fax: 02 87386487
Email: lombardia@legambientelombardia.it
PEC: legambiente.lombardia@pec.cheapnet.it
Ufficio stampa
ufficiostampa@legambientelombardia.it

Powered by Jackie

Note legali
Legambiente Lombardia© 2025 All rights reserved