La ricarica delle falde, elemento fondamentale per la gestione futura dell’acqua in pianura padana

Esperti riuniti oggi a Pavia dal progetto LIFE CLIMAX PO per esplorare soluzioni di adattamento climatico

Il momento della firma della dichiarazione di intenti CLIMACTPACT4PO di LIFE CLIMAX PO da parte di Francesco Tornatore, dirigente AdBPo, e di Lorenzo Goppa, assessore all’Ambiente, Comune di Pavia a Pavia il 26 marzo 2025.

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L’inizio della primavera è un momento propizio per iniziare a fare previsioni sulla prossima stagione irrigua. Legambiente Lombardia, all’interno del progetto LIFE CLIMAX PO, ha organizzato un seminario, rivolto in particolare alle amministrazioni pubbliche, dedicato al ruolo fondamentale che la falda sotterranea è destinata ad assumere nel prossimo futuro, non solo per l’approvvigionamento di acqua potabile, ma anche per far fronte a crescenti fabbisogni irrigui.

Memori dell’intensa siccità del 2022/2023 che ha messo in ginocchio il distretto padano con un deficit d’acqua che per la sola Lombardia è valso ben 10 miliardi di metri cubi, l’azione di governance della risorsa idrica deve mettersi in moto subito. Fortunatamente, l’attuale riserva idrica invasata nei grandi laghi, negli invasi artificiali e sotto forma di SWE (Snow Water Equivalent, è la stima dell’acqua presente sotto forma di neve) complessivamente risulta essere per ora, in generale, allineata alle medie stagionali. Ma i dati degli ultimi anni parlano di una generale riduzione dell’innevamento e, soprattutto, di un accelerato disgelo, che corrisponde ad un forte anticipo della stagione secca estiva: se in passato, alle quote montane, persistevano nevi fino alla prima settimana di luglio, negli ultimi anni il disgelo termina con un mese di anticipo. E la situazione è ancora più critica per i bacini glacializzati, come quelli di Sesia, Ticino, Adda e Oglio: nei ghiacciai delle catene montuose dell’Europa centrale (Alpi e Pirenei) si è già misurata una riduzione di volume del 39% dei ghiacci perenni in appena un quarto di secolo (Fonte The GlaMBIE Team). La conseguenza è che i fiumi potranno sempre meno fare affidamento sul contributo delle acque di fusione glaciale nei mesi più caldi dell’estate. Nei bilanci delle nostre campagne occorre poi mettere in conto un crescente deficit idrico associato all’aumento dell’evapo-traspirazione delle colture, legato all’aumento delle temperature medie.

In questo contesto critico, le falde sotterranee, che costituiscono già la più grande tra le scorte idriche di cui beneficia la nostra regione, e da cui attingiamo soprattutto per gli usi civili e industriali delle acque, sono chiamate a fornire un contributo crescente anche per l’irrigazione. Ma per poterlo svolgere occorre che esse seguitino ad essere alimentate. Per questo occorre in primo luogo contrastare il consumo e l’impermeabilizzazione del suolo. Ma l’approvvigionamento delle falde comporta anche cambiamenti nelle pratiche agricole, per evitare la compattazione dei suoli, e nell’uso irriguo delle acque, finalizzati a recuperare pratiche, come quella delle marcite, dell’allagamento invernale delle camere di risaia o dell’irrigazione per scorrimento, che, specie se attuate nei mesi in cui maggiore è la disponibilità di acqua, ne facilitano l’infiltrazione nel suolo e sottosuolo. Purtroppo, quello della falda acquifera è un argomento che fatica a trovare lo spazio che merita: quando si parla di scorte idriche quasi mai tra queste si considera l’acquifero sotterraneo, su cui non sempre vengono forniti dati utili a conoscere e gestire le situazioni di carenza.

Il tema è stato al centro del primo seminario della seconda edizione del ciclo “Adattarsi al Clima che Cambia – Un Percorso di Conoscenza e Azione”, promosso dal progetto LIFE CLIMAX PO. All’incontro hanno partecipato Francesco Tornatore (Autorità di Bacino del Fiume Po – Ente capofila di LIFE CLIMAX PO), Michele Bove (Parco del Ticino), Alberto Lasagna (Confagricoltura Pavia), Damiano Di Simine (responsabile scientifico di Legambiente Lombardia) e Lorenzo Goppa (Assessore all’Ambiente, Sostenibilità, Transizione ecologica e Politiche energetiche del Comune di Pavia).

Nel corso del seminario è stato presentato il Manuale di buone pratiche per l’adattamento ai cambiamenti climatici di LIFE CLIMAX PO, strumento rivolto principalmente alle amministrazioni. Il manuale fornisce una guida dettagliata per integrare l’adattamento climatico nella pianificazione territoriale, con l’obiettivo di condividere esperienze di successo e nuovi approcci, stimolando azioni coraggiose ed efficaci di fronte alle sfide climatiche.

Al termine dell’incontro, l’assessore all’ambiente del comune di Pavia, Lorenzo Goppa, ha inoltre sottoscritto la dichiarazione di intenti CLIMACTPACT4PO, un impegno all’adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici formulato da LIFE CLIMAX PO secondo le indicazioni della Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SNACC) e del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC).

Il progetto LIFE CLIMAX PO, cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione europea, mira a promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici attraverso una gestione “climaticamente intelligente” delle risorse idriche nel distretto del fiume Po. L’iniziativa, della durata di 9 anni (2023-2032), riprende gli aspetti principali riportati della SNACC (Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici) e ne favorisce l’implementazione. Tra le numerose attività, lavora per promuovere una governance multilivello dell’adattamento climatico, migliorare la sicurezza idrica e la resilienza ai cambiamenti climatici, favorire la condivisione di conoscenze (come ricerche, progetti e soluzioni) sul clima e stimolare la partecipazione pubblica attraverso iniziative di sensibilizzazione.

www.lifeclimaxpo.adbpo.it

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