Data Center Bollate: tutte le parti hanno firmato, ritirato il ricorso

Nuovo corridoio ecologico e ampliamento del Parco delle Groane in compensazione e garanzia per il territorio.

Legambiente: “Decisione sofferta, che limita però future speculazioni attorno a Cassina Nuova e non esaurisce l’attenzione sul data center. Restano punti da chiarire sul progetto, a partire da maggiori garanzie sul cavidotto.”

L’ambito territoriale di Cassina Nuova a Bollate (MI) interessato dal data center (© 2026 Airbus, Cnes / Airbus, Landsat / Copernicus, Maxar Technologies © 2026 Google)

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Legambiente si era opposta, dinanzi al TAR Lombardia, alla realizzazione di un data center su un ampio terreno agricolo a Cassina Nuova (Bollate, MI), per ribadire che simili scelte insediative debbano sempre ricadere su siti dismessi, che peraltro non mancano certo nel territorio bollatese e metropolitano.

“Tale principio resta per noi un fondamentale elemento di indirizzo della pianificazione territoriale, e sul punto il nostro intendimento non cambia,” afferma Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.“Si è però dovuto prendere atto della determinazione dell’amministrazione bollatese nel confermare una scelta urbanistica risalente agli anni Ottanta del Novecento, che implica l’urbanizzazione di quell’area e, sotto altro profilo, della possibilità di ottenere in favore dei cittadini di Bollate un’importante opzione compensativa.”

L’accordo a cui le parti ricorrenti hanno lavorato è stato finalizzato a compensare l’impatto che inevitabilmente l’insediamento del data center produrrà nel territorio della frazione di Cassina Nuova. Un territorio questo, che subisce già gli effetti della tangenziale Nord, delle vicine cave, in Bollate e nella vicina Senago, e di attività industriali che impattano sulla qualità ambientale, e in definitiva sulla qualità della vita dei cittadini della frazione. È inevitabile che tanto il data center quanto le opere accessorie, in particolare la linea ad alta tensione che attraverserà l’abitato di Bollate, non potranno che appesantire la situazione. 

Legambiente ha quindi accettato di sedersi ad un tavolo di confronto per valutare ulteriori proposte, in particolare dalla principale proprietà fondiaria interessata – la Fondazione Bellani – e dal Comune, per rafforzare il quadro delle compensazioni. È emersa la volontà di localizzare nuove compensazioni, oggetto di cessione al Parco, nelle aree libere a ridosso della frazione, finora rimaste escluse dal perimetro del Parco delle Groane, evitando così possibili varianti urbanistiche per nuove e ulteriori edificazioni.

La rinuncia da parte della proprietà ad ulteriori valorizzazioni immobiliari consolida la presenza del Parco e mette in sicurezza definitiva i corridoi ecologici che collegano il vicino Parco Nord Milano, il cui confine sfiora oggi la frazione di Cascina del Sole. 

Grazie alla valutazione favorevole del Parco delle Groane e della presa in carico dei terreni e al futuro allargamento dei confini, e con il consenso dell’amministrazione comunale, sarà possibile una maggiore tutela dei suoli rimasti liberi nella parte orientale del territorio di Bollate.

“La decisione di raggiungere un accordo ulteriormente compensativo e a essere quindi disponibili a ritirare il ricorso è stata molto meditata,” aggiunge Barbara Meggetto. “Attendiamo ora dall’Amministrazione Comunale il perfezionamento degli atti formali necessari affinché la tutela delle aree avvenga prima della fine della consiliatura, con l’approvazione del Piano di Governo del Territorio. Ringraziamo l’Avvocata Laura Testa di Bergamo per il grande supporto dato, il Circolo Legambiente di Bollate per l’indispensabile presenza territoriale, il comitato locale e i cittadini per aver sollevato il problema e per continuare a tenere viva l’attenzione sul progetto del data center. L’impegno e l’attenzione non finiscono qui. Rimaniamo in attesa della pubblicazione del progetto nelle sedi opportune per conoscere i dettagli dell’impianto e delle opere connesse, a partire dal cavidotto ad alta tensione che dovrebbe attraversare l’abitato di Bollate, su cui chiediamo maggiori garanzie di schermatura e mitigazione.”

La conclusione del ricorso amministrativo nulla toglie alle preoccupazioni per gli altri aspetti critici del progetto che, oltre al cavidotto, attengono agli impatti acustici e alle emissioni dei generatori ausiliari, e più in generale per la eccessiva vicinanza del data center alle abitazioni. Legambiente continuerà a monitorare il procedimento, in particolare nella fase di istruttoria di VIA – Valutazione d’Impatto Ambientale – presso il Ministero dell’Ambiente.

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