In Lombardia la Peste Suina mette a nudo un sistema agrozootecnico troppo vulnerabile

Legambiente: “Occorre concentrare le energie nel contenimento dell’epidemia che sta circolando negli allevamenti. Ma subito dopo occorrerà una energica ristrutturazione di una filiera economica gravemente insostenibile”

I relatori di un webinar per illustrare i provvedimenti commissariali sulla PSA organizzato da Confagricoltura Mantova alla presenza dell’assessore lombardo all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, il 30 agosto 2024 (ph.: QuiBrescia.it)

Scarica questo comunicato stampa

L’epidemia di peste suina dilaga negli allevamenti della Lombardia, dove fino ad oggi sono stati individuati 26 allevamenti contaminati, nelle province di Pavia, Milano e Lodi: tanti, troppi, anche rispetto ai 18 focolai riscontrati in tutte le altre regioni italiane.

Evidentemente l’approccio fin qui seguito, ovvero il ‘liberi tutti’ per i cacciatori appassionati di battute al cinghiale, si è dimostrato inefficace: i casi negli allevamenti si moltiplicano, e si espandono dalla provincia di Pavia a quelle confinanti di Milano e Lodi, mentre nei boschi della Lombardia da tempo non si rinvengono, se non molto sporadicamente, carcasse di cinghiali positivi alla PSA, dopo il picco epidemico verificatosi in primavera.

Il cinghiale è, certo, un vettore del virus, e le sue popolazioni devono essere ridotte, con un approccio di corretta gestione faunistica, e non disperse con un’eccessiva pressione venatoria. Ma evidentemente il problema non è nei boschi, bensì nei capannoni e nei recinti degli allevamenti.

“Comprendiamo la preoccupazione delle aziende, adesso è sicuramente il momento di concentrare gli sforzi sul contenimento dell’epidemia,” commenta Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia. “Con i recenti focolai lodigiani, il virus è ormai a un passo dal divampare nel cuore della grande porcilaia lombarda, con i suoi 4,5 milioni di capi allevati tra le province di Cremona, Brescia e Mantova. Bene l’inasprimento delle misure previste dal Commissario, ma le organizzazioni agricole e della filiera devono concentrarsi su biosicurezza e rigorosissimo controllo degli spostamenti e degli ingressi, oltre che delle possibili contaminazioni accidentali, e non sarà affatto semplice in un territorio con una concentrazione di allevamenti come quello della bassa Lombardia. Anche quello degli indennizzi alle aziende colpite è un tema, ma adesso non è la priorità”.

Siamo infatti in presenza di un virus che ha una grande capacità di resistere nell’ambiente e quindi, sebbene colpisca esclusivamente i suini, sono tante le modalità con le quali può verificarsi una contaminazione, anche laddove siano utilizzati i più rigorosi controlli sugli ingressi di capi, veicoli e persone negli allevamenti: la probabilità che materiale contaminato dal virus venga trasportato da roditori, insetti, uccelli, ma anche acqua e polvere, è tanto più elevata quanto più gli allevamenti sono grandi e vicini tra loro, anche dove i cinghiali non ci sono. Si tratta di rischi che possono essere ridotti con le misure di biosicurezza e di igiene, ma non del tutto eliminati; dunque, questo è l’ultimo momento per agire con il massimo dell’incisività.

“Il dilagare della peste suina è la drammatica cartina al tornasole di un sistema agro-zootecnico insostenibile e, per questo, altamente vulnerabile,” conclude Di Simine. “Comunque vada a finire, il modello intensivo degli allevamenti lombardi richiederà una vigorosa ristrutturazione, che deve coinvolgere non solo gli allevatori ma tutti gli attori della filiera, a partire dai consorzi che tutelano le grandi DOP padane. Deve finire la logica della concentrazione produttiva e dell’aumento numerico, che favorisce la creazione di grandi e grandissimi allevamenti di animali nutriti con mangimi di importazione. Bisogna puntare su un deciso indirizzo di valorizzazione qualitativa, includendo tra gli ingredienti dei prodotti lombardi anche il benessere animale e l’equilibrio corretto tra numero di capi allevati e territorio, aumentando la diversificazione produttiva ed agroecologica dell’agricoltura padana”

Condividi:

Condividi:

Post correlati

Potrebbe interessarti

Comunicati Stampa

Sindaco, ti tengo d’occhio: la classifica dei Comuni al voto secondo i dati ISPRA 2021-24 sul consumo di suolo

Un comune su tre ha consumato troppo nell’arco dell’ultimo mandato Oltre all’edilizia residenziale pesano grandi infrastrutture, poli logistici e data center Il confronto tra capoluoghi di provincia: Lecco a consumo di suolo zero, Mantova al top per il cemento sui campi Legambiente Lombardia: “Alle future maggioranze che usciranno vincitrici da questa tornata elettorale chiediamo di fermare la perdita di suolo libero, pianificando con attenzione il futuro dei territori.” Scarica questo

Leggi Tutto »
Comunicati Stampa

Turismo montano: Bandiere verdi 2026 di Legambiente, al X° Summit nazionale tre le realtà premiate in Lombardia, nessuna “bandiera nera” in regione

Promossa la Cooperativa sociale iLvB di S. Pellegrino Terme (BG), il Resinelli Tourism Lab di Lecco (LC) e il Comune di Chiuro (SO) Legambiente Lombardia: “Il legame profondo con l’ambiente montano alla base delle proposte vincenti nella regione. Dove c’è attenzione all’ambiente e al sociale si protegge il futuro delle comunità, andando oltre un modello da luna park e coinvolgendo tutti i portatori di interesse.” Scarica il Dossier Bandiere Verdi

Leggi Tutto »
Comunicati Stampa

Legambiente e AzzeroCO2: Innovazione, cooperazione e rigenerazione: così evolve la Responsabilità Sociale d’Impresa

Innovazione della CSR delle aziende nel convegno: CONNESSIONI SOSTENIBILI. Affrontare le sfide ambientali e sociali: dal contesto all’azione Nel convegno oggi a Milano l’intervento della presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto, che ha introdotto il nuovo paradigma dedicato alle attività ESG: innovazione, rigenerazione e cooperazione Scarica il comunicato stampa nazionale Accedi alla cartella stampa con i file foto / video La Responsabilità Sociale d’Impresa supera la logica della somma di

Leggi Tutto »
Comunicati Stampa

La Lombardia mette all’angolo le rinnovabili e spiana la strada ai data center senza la necessaria regolamentazione

Legambiente Lombardia, CGIL Lombardia, Associazione Ambiente e Lavoro chiedono modifiche alle norme, per accelerare la transizione energetica e digitale e fermare il consumo indiscriminato di suolo provocato dai data center Scarica questo comunicato stampa congiunto Domani martedì 12 maggio il Consiglio Regionale discuterà e approverà due norme cruciali per il futuro tecnologico ed energetico della nostra regione. La prima è quella relativa alle aree idonee per l’installazione di impianti a

Leggi Tutto »
Legambiente Lombardia Onlus
Sede legale e operativa
via A. Bono Cairoli, 22 – 20127 Milano
Tel: 02 87386480 – Fax: 02 87386487
Email: lombardia@legambientelombardia.it
PEC: legambiente.lombardia@pec.cheapnet.it
Ufficio stampa
ufficiostampa@legambientelombardia.it

Powered by Jackie

Note legali
Legambiente Lombardia© 2026 All rights reserved