Dossier Ecosistema Scuola 2023

La riqualificazione degli edifici scolastici è un’esigenza che non può più attendere, alla luce delle crisi energetica e climatica che stiamo vivendo. Le risorse destinate dal PNRR al settore dovranno essere utilizzate in maniera integrata e sistemica

Lo stato di salute degli edifici scolastici pubblici e i servizi offerte tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado sotto i riflettori della XXII edizione di Ecosistema Scuola, il rapporto annuale di Legambiente con dati forniti dai Comuni capoluogo di provincia riferiti al 2021.

Per quanto riguarda la sicurezza, dal dossier emerge che solo a Brescia, che si trova in zona sismica 2, sono state realizzate le verifiche di vulnerabilità sismica su tutti gli edifici scolastici, uno dei principali strumenti per verificare lo stato di salute degli stessi e del terreno su cui sono costruiti. Lecco e Pavia le città lombarde che dichiarano di aver svolto le indagini diagnostiche dei solai in tutti gli immobili scolastici, attività che dovrebbe essere prioritaria se si considera che il crollo degli stessi costituisce il più frequente fattore di rischio e di incidenti nelle scuole. Mantova si distingue tra le prime 5 città italiane con maggiore capacità di spesa media per la manutenzione ordinaria: poco meno di 26mila euro per singolo edificio. La città dei Gonzaga, inoltre, ha avviato la sperimentazione del bicibus come incentivo alla mobilità dolce.

Per quanto riguarda i servizi a studenti e famiglie, Varese risulta tra le amministrazioni che spendono di più nel pre e post scuola; Mantova spende 115 euro di media per singolo studente per i progetti educativi e Cremona 68 euro; Bergamo investe 89 euro in media a studente per iniziative rivolte agli under 14. La città orobica risulta anche tra le prime d’Italia per numero di scuole con impianti a energia rinnovabile significativo (30% rispetto al totale delle scuole della città).

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«La riqualificazione degli edifici scolastici è un’esigenza che non può più attendere, alla luce delle crisi energetica e climatica che stiamo vivendo – sottolinea Elena Ferrario, referente Scuola e Formazione di Legambiente Lombardia – La nostra regione si distingue per gli interventi di efficientamento energetico negli istituti scolastici pubblici, ma è ancora una goccia nel mare. Per questo le risorse destinate dal PNRR al settore dovranno essere utilizzate in maniera integrata e sistemica, che preveda anche processi di coprogettazione e partecipazione, per dare vita a esperienze di innovazione, come le comunità energetiche. Non ha senso che si montino pannelli fotovoltaici su scuole colabrodo in classe G o si faccia efficientamento senza occuparsi contemporaneamente della messa in sicurezza».

Di fronte a questo quadro, Legambiente lancia oggi un appello al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e al Governo Meloni presentando un pacchetto di 10 proposte. Si tratta di interventi da realizzare in tempi brevi partendo dai territori più fragili e con gap infrastrutturale, per una scuola più sicura, inclusiva, innovativa e meno energivora.

Alla presentazione del report di Legambiente che si è svolta questa mattina a Roma, tra gli esempi di buone pratiche spicca il caso di Milano con la realizzazione della nuova scuola secondaria di I grado in via Adriano. Un edificio di 4 piani di cui uno interrato, su un’area di 8.175 mq in grado di ospitare 450 studenti, con 15 aule didattiche, 6 laboratori, uffici per il personale amministrativo e docente, la mensa, inoltra la biblioteca, la ludoteca e la palestra completa di spogliatoi e di gradinate con circa 100 posti a sedere collocate al piano terra avranno la possibilità di ingresso indipendente per un’apertura al pubblico anche in orari extra-scolastici, con l’obiettivo didiventare un punto di incontro del quartiere. L’area di intervento si trova nella zona nord-est della città, ai confini con il Comune di Sesto San Giovanni, dove il recente sviluppo ha portato l’esigenza di costruire nuove opere pubbliche, a servizio degli abitanti del quartiere. L’edificio è classificato “NZEB” (NearlyZero Energy Building), vale a dire adaltissima prestazione energetica, dotato di pannelli fotovoltaici sulla copertura del complesso che coprono il 30% del fabbisogno di energia elettrica; ha una gestione intelligente dei sistemi impiantistici e informatici, un’illuminazione interamente LED con sensori per la regolazione automatica per garantire efficienza energetica e un sistema di riscaldamento e raffrescamento costituito da pompe di calore aria-acqua, pannelli radianti a pavimento con sistema di ricambio dell’aria e una tecnologia di trasmissione del calore per irraggiamento, che garantiscono una riduzione delle dispersioni termiche e una migliore salubrità dell’aria presente negli ambienti, con una mitigazione del rischio di contaminazione di eventuali agenti patogeni. Inoltre, l’edificio è privo di barriere architettoniche.

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